Adesso che avrei il tempo

Adesso che avrei il tempo. Adesso che potrei trascorrerci le ore adesso che potrei affogarmi sulla tastiera; adesso che potrei scegliere con calma e ponderazione le parole e cucirle ritagliando riposata. Pur sapendo che tra sedici giorni rimpiangerò amaramente l’indolenza in cui fluttuo con un certo compiacimento

pur sforzandomi non riesco a scrivere minimamente decentemente. Mancano i concetti mancano i soggetti o forse molto più onestamente e detto con estrema franchezza: è che mi perdo in balia delle ore a disposizione, del sole che cuoce e della frescura che invoglia soltanto una sana catalessi verticale sotto a una lieve corrente dall’anta socchiusa, appena a tenere lontano le mosche o qualsivoglia insetto volante che non siano farfalle o falene notturne.  Neppure i cumulonembi che rotolano vibrando le foglie del caprifoglio; neppure quella canzone di cui mi ero quasi dimenticata; non valgono neppure le idee che di tanto in tanto arrivano un po’ prima di andare a dormire e mi dico ecco questo potrei scriverlo e certo magari domani

magari domani

magari domani

 

Forse,

quando rientrerò nel bugigattolo e avrò perso due chili in tre ore per l’ansia dell’inizio e sapendo tutto quello mi aspetta tra affanni e scadenze e accoglienze e instabilità di vario genere; quando i solchi intorno alla bocca diventeranno duri come il cuoio e mi sforzerò di riderne inutilmente;

allora mi maledirò pensando a quei giorni pigri in cui non avevo che da scrivere; in cui non avevo che da scegliere una canzone; in cui invece sceglievo di dire magari domani.

Ecco però

pur sapendolo fin d’ora, pur avendocela ben chiara la conseguenza dell’indolenza

ecco però in fondo è così bello poter cedere al cazzeggio

 

e che cavolo

 

Marlene Kuntz – Lieve

12. agosto 2012 by Elena
Categories: Le mie 1000grudicarta | Tags: | Leave a comment

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