Tutto di un fiato

Neppure il cotone a fiori svolazzante come un vestito pre-maman mi garantisce la leggerezza di cui avrei bisogno. Neppure la temperatura frizzantina nell’aria tersa della mattina appena spuntata all’ingresso dei Giardini Fresia; neppure la schiuma del cappuccino di Livia, strabordante all’orlo della tazzina priva di croissant.

Invece. La scuola senza gli allievi è come un guscio di transatlantico che rimbomba a ogni vocale e io ci giro dentro come una sardina.

Annaspo sui gradini come una cariatide con un architrave sulla schiena. Lo stomaco arricciato preme sopra il diaframma in un insolito magone davvero difficile da camuffare.

Trattengo il respiro, come prima di un tuffo.

Si inizia così, come un salto a bomba in un calderone ribollente di date da memorizzare; in un martedì ventotto agosto tronfio di procedure da acquisire nel minor dispendio di tempo e di costi; si inizia nel vano e maldestro tentativo di sorridersi a vicenda, dietro fogli svolazzanti e calendari da concordare.

Appena fuori da questa stanza dalle pareti incolori fremono le bancarelle del mercato coperto, nel trionfo di peperoni e fiori di zucca, tra i ciuffi di basilico e le pance delle melanzane: anch’io ho goduto di tutta l’estate in un simile tripudio di solarità, bevendomi incantevoli occasioni di pienezza; bevendomi tutto, anche la noia nel caldo asfissiante che mi stremava orizzontale come se qualunque movimento di corpo o di nervi mi costasse catastrofiche trasudazioni. Bevendomi pagine, chinotti e pesche all’amaretto.

Appena dentro a questa stanza oggi inauguro l’autunno dei miei post-it appesi come una corolla intorno alla cornice del monitor, pronti a decollare al primo starnuto.

E in questo torpore che mi accoglie mentre varco la soglia del bugigattolo trovandovi subito odore di cantina, è facile sentirmi triste: come se fossero passati cento anni e io faticassi a riappropriarmi di un linguaggio. Magari bastasse un pulsante, magari bastasse premerlo per spegnere i residui dell’estate; per accendere una ripartenza virtuosa. Off. On.

Oggi si parte e la mia partenza ha la forma di una ghirlanda di carta che contiene la mia estate e che domattina appenderò alla finestra ribadendo a colori: oggi si parte.

Ma quasi per sbaglio, nel formicolio di questo inizio ancora grondante di agosto, ho ripreso anche a scrivere e a piegare. E quasi per sbaglio così arriva anche, leggera come una formica, la voglia di buttarsi in pista e farci pure un gran ballo almeno fino alla fine del prossimo giugno, tutto di un fiato.

 

 

28. agosto 2012 by Elena
Categories: Le mie 1000grudicarta | Tags: , , | Leave a comment

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