Tredici e quaranta

Tredici e quaranta, mentre rientro a casa. Da lontano mi sembrano un gruppo di ragazzi in attesa del pullman. Vedo soprattutto una macchia di colori e capelli in sosta davanti all’ITIS.
Quando mi avvicino però intuisco che non attendono nulla, forse sono lì e basta, allungati su alcune sedie a sdraio, come quelle che si vedono sulle spiagge. Disposti in semi cerchio, faccia al cielo terso di questa mattina; un ragazzo in piedi soffia milioni di bolle di sapone nell’aria e le bolle volteggiano mentre transito con la mia macchina lungo corso Alcide de Gasperi e mi sembra di procedere al rallentatore.
Fantastico.
questo è il primo pensiero che arriva, mentre mi capacito della genialità spesso inconsapevole degli adolescenti, per aver allestito una sorta di isola della felicità in quel cortile, alla fine del primo giorno di scuola. Sento due impulsi, irresistibili. Siccome la visione ha avuto il potere di dissipare l’angoscia con cui oggi ho iniziato a lavorare, il primo è di scriverne subito. Il secondo è di scegliere questo miraggio come icona per la mia cartolina di “Buon inizio anno scolastico”. Perché davvero vorrei che il nuovo anno avesse una luce simile, una simile leggerezza. Quella leggerezza e quel colore che non hanno nulla a che vedere con la superficialità cafona, ma che si esprime soprattutto nel piacere di fare ciò che si ama, nel valore del viaggiare (e anche del sostare, quando è necessario). Che meraviglia.

23. dicembre 2017 by Elena
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